OPSIO

Opsio
Blocco di Ossidiana

Tutto è cominciato per quel suo strano nome. Un nome che non aveva mai sentito. Non sapeva da dove venisse, né perché i suoi genitori lo avessero scelto: Opsio! A pensarci bene, sua madre e suo padre erano sempre stati avventurosi viaggiatori, ripetutamente attratti dalle bellezze dell'Africa.
Ma quel nome, Opsio, cosa c'entrava?


Una rapida ricerca in internet aveva dato risultati infruttuosi, ma, certo del fatto che un legame con l'Africa nel suo nome ci dovesse essere, aveva approfondito le ricerche tra gli scaffali di casa e in più prestigiose biblioteche arrivando finalmente a scoprire la verità.
Secondo una tradizione riportata da Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia, Opsio era il nome di un mercante italico di origine osca che svolgeva i suoi traffici lungo il Mar Rosso e che rimase colpito da una pietra nera e tagliente osservata lungo le coste dell'odierna Eritrea a cui diede il nome: l'ossidiana, appunto.
Nota fin dalla preistoria e definita da Erodoto (480-425 a.C.) "la pietra etiopica acuminata", usata dagli imbalsamatori egiziani per aprire l'addome dei cadaveri ed estrarne le viscere, l'ossidiana eritrea divenne, a seguito della scoperta di Opsio, una pietra ambita anche per i Romani.

Fu scoprire la storia di questo mercante e della sua pietra magica a far scoccare in lui la scintilla. Il nostro Opsio si era reso infatti conto del fatto che l'ossidiana aveva da sempre unito tra loro culture diverse, anche distanti tra loro.
Decide così di intraprendere un viaggio virtuale che, attraverso libri, oggetti, immagini e racconti raccolti qua e là da viaggiatori curiosi come lui, lo avrebbe guidato in un percorso attraverso il tempo e lo spazio, un percorso che avrebbe potuto rivelare insospettate vicinanze e antiche relazioni tra mondi allora come oggi apparentemente così diversi.
L'Egitto, l'antica terra dei Faraoni, lo attrae fin dall'inizio in maniera particolare. Attraversato dal Nilo, frutto dell'incontro, più a sud, di due grandi fiumi africani, il Nilo Bianco e il Nilo Azzurro, l'Egitto è sempre stato una finestra su mondi diversi, uniti però nella lunga storia dell'uomo proprio dal grande fiume.
Seguire il Nilo lungo il suo sinuoso percorso, dall'Africa centrale alle sabbie del deserto egiziano, permetterà ad Opsio di apprezzare le differenze ma anche di cogliere le analogie tra le culture sviluppatesi lungo il suo corso.
E poi il Mar Rosso, attraverso il quale gli Egiziani navigavano per raggiungere la favolosa terra di Punt, forse non lontana da dove l'antico Opsio avrebbe millenni dopo raccolto la sua magica pietra. Fino a raggiungere la Campania e, per ultima, la sua città, Roma.

È fatta, si parte! Il percorso è ben delineato nella sua mente: dal Nilo Bianco ai lidi del Lazio... un'avventura tutta da scoprire.


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