LA MOSTRA

NELLA TERRA DEI FARAONI

Discendendo lungo il Nilo verso nord, l’approssimarsi dell’Egitto è annunciato da numerosi monumenti. Il più imponente è senza dubbio il tempio rupestre di Ramses II ad Abu Simbel. Segno del trionfo del sovrano e della presenza dello stato egiziano in questi territori, è però anche simbolo di incontro tra culture. Lo dimostrano i numerosi graffiti nelle più svariate lingue, alcuni addirittura in greco antico, che riportano lo stupore e l’ammirazione per il grande tempio scavato nella roccia.
Il punto dove Egitto e Nubia si toccano è ormai vicino, annunciato dalle rocce di una cataratta, l’ultima che Opsio incontrerà, poco a monte della città di Assuan e della grande diga.
Ma prima di raggingere la diga, su un’isola si staglia il santuario di Philæ dedicato ad Iside. Qui la dea era adorata sia dai fedeli che arrivavano da nord, dall’Egitto, sia dai fedeli che venivano in pellegrinaggio dal cuore dell’Africa. Proprio per continuare a rendere possibile il pellegrinaggio dei fedeli dei paesi del sud, che restarono pagani fino al VI secolo d.C., questo tempio fu l’ultimo a essere chiuso nell’Egitto ormai cristianizzato.

Continuando a discendere lungo il fiume Opsio scorge le tombe dei governatori di Elefantina, funzionari faraonici che tra gli altri titoli recavano spesso quello significativo di “guardiani della porta del sud”, incaricati dai sovrani della fine dell’Antico Regno, quattromilaquattrocento anni fa, di condurre spedizioni verso le terre meridionali per riportarne i prodotti.
L’ampia ansa che il Nilo forma in Alto Egitto è anche il punto in cui la valle del grande fiume più si avvicina al Mar Rosso e per questo è anche il luogo da cui partivano le spedizioni egiziane destinate ad attraversare il Deserto Orientale, raggiungere la costa e navigare verso sud, lungo il Mar Rosso. Anche per questa via più e più volte nel corso della storia egiziana le merci, gli uomini e le idee dell’Africa nordorientale hanno raggiunto l’Egitto.
Opsio ormai si sta avvicinando al Mediterraneo, preannunciato dal dividersi del Nilo nei rami che formano il delta, non lontano dalla prima capitale dell’Egitto, Menfi, dalle grandi necropoli dei sovrani dell’Antico Regno e dalle piramidi che si scorgono all’orizzonte. La multicolore Alessandria accoglie Opsio così come in passato ha accolto innumerevoli volte chi vi giungeva dalle terre del sud.


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